Il Vecchio Cantiere
Questa storia ebbe inizio in un ufficio marketing. Un giorno una delle persone che ci lavorano andò alla macchinetta del caffè e disse: "Ma questo sito dedicato alle mamme non vi sembra l'ora di rifarlo?". Trenta secondi dopo furono tutti d'accordo. Mezz'ora dopo - ok, dopo qualche giorno - si arrivò alla decisione finale: il sito è da rifare.
"Come te lo immagini?" fu la prima domanda che cominciò a circolare. "Eh, come me lo immagino, è una parola". E ancora "Dovrebbe essere più..., meno..., insomma, una specie di...".
Venne interpellata l'agenzia, che buttò giù un po’ di idee poi, dopo averci riflettuto bene, rispose: "Perché non chiediamo alle persone che useranno il sito come lo vogliono?". Insomma, i siti devono essere utili, nascere dalle esigenze degli utenti e far conversare le marche così come gli utenti si aspettano. Perché non farlo per davvero?
Ed ecco che il team dell'azienda e dell'agenzia mise a disposizione la sua esperienza, gli utenti la loro immaginazione. E a contribuire in prima persona furono proprio i più attivi in rete: le mamme e i papà blogger e, per una volta, anche qualche bambino più intraprendente.
L'agenzia decise poi di collaborare con altre persone che la pensano come loro. E dopo un po’ prese vita il progetto di un sito che doveva nascere dai suoi lettori e fruitori, ovvero le mamme e i papà che poi lo avrebbero navigato: Si arrivò così ad un sito che era una sorta di cantiere aperto per co-creare attraverso la conversazione. Con una semplice domanda di partenza, la stessa da cui è cominciato tutto: "Come te lo immagini?".
Come funzionava all’inizio?
Per rispondere al “come te lo immagini” si partì dal "qual è l'obiettivo?". Bene, la risposta fu semplice: dialogare con Nesquik (anzi, con le persone che ci sono dietro) con l'obiettivo di creare un sito "interessante" per le mamme e i papà. A questo scopo, in questo sito iniziale c’erano cinque aree di conversazione. Le prime quattro si riferivano alle fasi di progettazione, mentre l'ultima, la "macchinetta del caffè", era lo spazio della decompressione, uno spazio preziosissimo, proprio come la pausa caffè in agenzia: momento in cui si parla (o straparla) a ruota libera, ma in cui a volte nascono idee geniali che non sarebbero mai nate alla scrivania. Le conversazioni sono state attivate una alla volta, proprio come le fasi di un progetto, e come le fasi di un progetto, a volte ci sono state delle sovrapposizioni. Nel diario di bordo si sono sempre tenute le fila del discorso, annunciando le novità e i "next step". Alla fine di ogni conversazione c’è sempre stato un post di riepilogo, in cui venivano tirate le somme di quanto era stato detto e deciso. Dal momento in cui sono terminate tutte le conversazioni e il processo di raccolta dei pensieri, poco prima dell’estate, l'agenzia ha lavorato per fare il punto della situazione e capire in che modo utilizzare tutte le bellissime idee che erano uscite.
A che conclusione si è poi arrivati?
Il progetto era nato con l’idea di creare un nuovo sito, è vero, e questa sorta di cantiere doveva essere solo una fase transitoria. Eppure ci siamo così affezionati a questo tipo di scambio e condivisione, che abbiamo deciso di mantenere in un certo senso aperto il nostro cantiere. Ecco perché il sito continuerà ad avere un aspetto sempre in divenire. Con una parte in primo piano che cambierà in base ai contenuti del momento, ma con in secondo piano sempre presente tutto il lavoro che è stato fatto. Ci servirà per tenere a mente da dove siamo partiti e attraverso cosa siamo passati per arrivare fino a qui.
Chi ci ha lavorato
Le mamme e i papà attivi in rete, il team dell'agenzia e quello dietro Nesquik: ecco tutti i volti delle persone che hanno partecipando alla co-creazione del sito in cantiere.
Ognuna di queste persone si è impegnata per dare spunti preziosi, formulando idee brillanti a volte irrealizzabili, ma comunque sempre in grado di creare un dialogo e discussioni interessanti.
A tutte queste persone: GRAZIE! Grazie per aver lavorato con così tanta passione.


