Social strategy

Il sito ha un’anima e dei contenuti, ma bisogna anche decidere come farlo vivere nel mondo esterno. Un progetto aperto al dialogo con gli utenti? Oppure un sito ricco di contenuti fruibili in diverse modalità (via mobile, ad esempio)? Come parlerà? Ci sarà una newsletter? Avrà altri strumenti che lo mettano in comunicazione con la rete (un blog, collegamenti ai Social Network, feed RSS)?

Ecco, in questa fase del progetto scateniamo la parte più “politica” di tutti noi, il nostro modo di gestire la nostra identità in rete, la nostra disponibilità a condividere, la nostra capacità di distinguere cosa mettere in discussione e cosa no. Come prenderà vita il sito all’esterno del sito stesso? Come instaurerà una relazione e la coltiverà con i suoi utenti?

Quest'area di discussione è chiusa.

  • MdiMS ha fatto un'ipotesi molto forte: questo sito "sarà" una community. La mia domanda, un po' provocatoria, è questa: siamo sicuri che nesquik abbia interesse nel mettere su una community? quali sono gli argomenti che dovrebbero aggregarla? e che cosa si aspettano le persone da una community promossa da nesquik? perché dovrei andare sul sito di nesquik a chiacchierare invece, ad esempio, che andare su facebook?

    Scritto il 17/03 da giuliana.

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    Questo post ha 6 commenti.

    • bella domanda. intanto credo che le funzionalità community siano per utenti un po' avanzati/sofisticati, infatti come avevo osservato in predenza mi immagino alcuni contenuti generalisti e poi via via delle offerte più specifiche. alcune possibili risposte sono:
      - nesquik potrebbe farlo perchè ha interesse a conoscere dei consumatori "top", che possono essere un serbatoio di idee e di....volumi di vendita
      - come consumatore ci vado perchè trovo altri genitori heavy user di nesquik che quindi hanno magari le mie stesse curiosità e domande sul prodotto, o hanno in comune con me il problema di un bambino che non vuole fare colazione, per esempio :) un po' il meccanismo dei gruppi facebook "quelli che..la mattina è una tragedia" :) oppure quelli che.. nesquik anche a cena :), e così via
      - mi aspetterei di essere trattata con riguardo perchè sono una consumatrice affezionata. per esempio, posso iscrivermi a un'area privata dove il brand parla con me delle prossime pubblicità o iniziative che si stanno studiando, e io dico la mia. uccidete quel coniglio! (scherzo) datemi questo gadget e non ques'altro!
      - nellla stessa ottica di "occhio di riguardo", magari ci sono offerte e promozioni speciali solo per gli iscritti al club
      - ci trovo eventi online come chat con la nutrizionista o chi più ne ha più ne metta
      - c'è una community manager troppo simpatica che tiene un blog che fa morir dal ridere :)
      - infine, forse non deve arrivare ad "essere" una vera e propria community ma "funzionare" come una community, sì. - Flavia
    • sono d'accordo sull'idea di "funzionare" come una community. in qualche modo mi sembra una tendenza nuova (che mi piace molto) quella delle aziende che offrono qualcosa in più ai consumatori oltre al prodotto. intanto la possibilità di dire la loro (attraverso varie modalità, quella dei gruppi di interesse è sicuramente carina) e secondo degli eventi off line di approfondimento, conoscenza ecc, tipo laboratori creativi, corsi di cucina, degustazioni di cacao ecc. - anna
    • Ecco, bella domanda. Per far parte della community di un prodotto, devi essere veramente appassionato e motivato. Per esempio, mio cognato fa parte di una community di bike polo e biciclette in genere. Oppure mi viene in mente Emily quando parlava delle community di camperisti.
      Nasquik ha una massa critica di questo genere? A prima vista mi verrebbe da pensare di no. Ancora ancora se tra i prodotti Nesquik ci fossero tavolette di cioccolato o altri prodotti che si prestino almeno a una community di foodblogger e simili. - Lanterna
    • @lanterna, mi sembra che tu abbia centrato perfettamente il punto.
      mi chiedo allora (e vi chiedo) se, in che misura e a quali condizioni le iniziative suggerite da flavia e anna possano funzionare (mi sono spiegata?). che cosa posso proporre e che cosa no... - giuliana
    • Penso che il sito-community possa funzionare se c'è da "guadagnarci" qualcosa.
      Faccio un esempio: su un forum di bonsai che frequenta mio marito, c'è questo meccanismo per cui solo un utente che ha superato i tot interventi (mi sembra 100) può postare in alcune aree specifiche (tipo Mercatino). Ovviamente gli interventi devono essere significativi, a insindacabile giudizio dei moderatori.
      Si potrebbe instaurare un meccanismo di questo genere per promuovere la vita di una community che, altrimenti, sarebbe morta sul nascere.
      Quali potrebbero essere i premi? Potrebbero essere sia premi materiali (tipo dosi di Nesquik o nuovi prodotti da provare) oppure promozioni "sul campo" (partecipazione a progetti, promozione a moderatore, coinvolgimento nella creazione di nuovi prodotti).
      Forse sono un po' pessimista, ma il fatto è che Nesquik per me è un prodotto come un altro, intercambiabile con altri dello stesso genere, quindi non mi verrebbe mai spontaneamente da andare sul loro sito. Per farlo, avrei bisogno di un incentivo, che però deve essere qualcosa di reale, non un giochino. - Lanterna
    • Nesquik, piaceva ai genitori di oggi quando erano bambini. Adesso ci sono i cereali. Il modello di comunicazione è sempre stata gustosa ed accattivante (quelli tristri si bevevano il "sanissimo" orzoro).
      Sono dell'idea che bisognerebbe recuperare il lato divertente. far parlare di più i bambini (filtrati ovvio, ma senza censurare i loro simpatici contenuti) I bambini e gli adulti si sbellicano dal ridere con certi video di animali e spesso è la prima cosa che ricercano sul web. Il tempo dei genitori è risicatissimo, quindi se mi fermo a leggere ed a collaborare è perchè mi diverto tanto e mi riconosco in alcune situazioni buffe che potrebbero essere raccontate, oppure xché mi fai risparmiare tempo fornendomi notizie veramente utili, dagli eventi del we etc, alle vacanze x bambini già selezionati, i ristoranti bimbi free eccetera... - ci_polla
  • Proviamo anche qui a fare una sintesi di quanto è emerso fino ad ora.
    E’ dato per scontato che il brand dialoghi con le persone a cui il sito è dedicato, ma parlare di community è troppo per questo tipo di prodotto. La cosa più sensata sembra essere un blog, in cui il prodotto è presente e aperto alle osservazioni dei lettori. Fondamentale, oltre ai contenuti, la partnership con entità qualificate della Rete.
    Ok alla conversazione e all’interazione per coinvolgere gli utenti sul sito, se ben pianificate e gestite:
    1. Conversazioni sul prodotto
    - Coinvolgimento degli utenti nell’ideazione /miglioramento dei prodotti o delle campagne pubblicitarie e promozionali
    “interazione produttore-consumatore con una sezione FAQ, una newsletter, un’area " customer care" per le domande che non trovano soddisfazione nelle FAQ”
    - Presenza di esperti (ad es. chat con il nutrizionista)
    2. Promozioni
    - Oltre a i Giveaway, anche concorsi con premi meno “convenzionali” ma più utili e “relazionali”: ad es. giornate in azienda con i bambini, attività educative, possibilità di scrivere per il sito..
    - Eventi: ad es “eventi off line di approfondimento, conoscenza, tipo laboratori creativi, corsi di cucina, degustazioni di cacao ecc.”
    Un problema sicuramente molto sentito e reale è quello dell’incentivo a partecipare. Gli eventi speciali possono essere concepiti e gestiti come premi per chi partecipa alla vita del blog, anche attraverso la presenza del brand sui Social Network

    a voi!

    Scritto il 14/04 da giuliana.

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    • Mi pare un'ottima sintesi. Mi piace molto l'idea dell'incentivo a partecipare con eventi che mettano in "relazione" l'utente con il prodotto e i produttori. - Ondaluna
    • Io mi fermerei un attimo sulla possibilità di scrivere per il sito.
      D'accordo che è un sito per i genitori, però ricordiamoci che il figlio e il genitore sono sempre legati a filo doppio. Se a mio figlio piace andare sul sito allora ci va insieme a me che sono il suo tutor web, Bisognerebbe inventarsi delle aree di contributo in cui sia data visibilità alle cose che genitori e figli scrivono insieme, così sul sito vado non solo perchè c'è scritto qualcosa che mi interessa, ma anche perchè mio figlio mi rompe le scatole finchè non siamo andati a vedere insieme quella cosa fatta da noi.
      Non so se riesco a spiegarmi...Per es. io e il mio bambino postiamo la nostra ricetta, la corrediamo di reportage fotografico e poi aspettiamo i commenti. - MdiMS
    • Io mi fermerei un attimo sulla possibilità di scrivere per il sito.
      D'accordo che è un sito per i genitori, però ricordiamoci che il figlio e il genitore sono sempre legati a filo doppio. Se a mio figlio piace andare sul sito allora ci va insieme a me che sono il suo tutor web, Bisognerebbe inventarsi delle aree di contributo in cui sia data visibilità alle cose che genitori e figli scrivono insieme, così sul sito vado non solo perchè c'è scritto qualcosa che mi interessa, ma anche perchè mio figlio mi rompe le scatole finchè non siamo andati a vedere insieme quella cosa fatta da noi.
      Non so se riesco a spiegarmi...Per es. io e il mio bambino postiamo la nostra ricetta, la corrediamo di reportage fotografico e poi aspettiamo i commenti.

      Più in generale, la mia modesta opinione è che un sito di questo tipo ha successo se usa in modo massiccio ma non invasivo i social network. Siamo tempestati da richieste di attenzione, se Nesquik trova il modo di interessarmi con i contenuti giusti e avvertendomi tramite FB (nel mio caso), io personalmente mi sento coinvolta senza essere disturbata e vengo volentieri sul sito. Anzichè andare sugli altri 100 siti che sono l'altra opzione. Mentre il tempo a disposizione è scarso. - MdiMS
    • vado matta per i sondaggi e questionari, rilascio autorizzazione al trattamento dei dati personali come se me li pagassero, quindi la mia idea è quella di uno spazio pieno di queste cose; il mio giveaway contest preferito? quello su misura! - Semerssuaq
    • @semerssuaq: ok il dono della sintesi, ma potresti spiegarci un po' meglio il concetto di giveaway contest su misura? - giuliana
  • @semerssuaq: ok il dono della sintesi, ma potresti spiegarci un po' meglio il concetto di giveaway contest su misura?

    Scritto il 08/05 da giuliana.

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    • ho sbagliato, questo soveva essere un commento alla conversazione sotto. ora copincollo - giuliana
  • abbiamo parlato di quello che il sito dovrebbe/potrebbe essere al suo interno: un blog in cui il prodotto dovrebbe spaziare sia per quanto riguarda i contenuti che lo riguardano direttamente, sia per quanto riguarda i contenuti correlati.
    vorrei soffermarmi sulle partnership, l'associazione ad altre entità. avete parlato, ad esempio, di food blogger e siti per bambini. come vi immaginate queste partnership? che tipo di coinvolgimento vedete per questi siti esterni? sono fornitori di contenuti (ad es. agende degli eventi dedicati ai bambini, con cadenza mensile) o voci da trattare come rubriche (sempre per esempio, il foodblogger che due volte al mese risponde alle persone che gli rivolgono delle domande)?
    questi sono solamente esempi, è chiaro che si possono immaginare tantissimi altri tipi di partnership. ve ne viene in mente qualcuna?

    Scritto il 26/03 da giuliana.

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    • I collaboratori esterni li tratterei in entrambi i modi, sulla base anche della loro disponibilità e della loro competenza. Io personalmente chiederei a siti per bambini e a foodblogger un contributo "statico" e propositivo, mentre a un esperto (di nutrizione, pediatra, puericultore, ecc.) farei tenere una rubrica dove sono i lettori a proporre gli argomenti.
      Secondo me, per questo genere di coinvolgimento, si può tenere presente qualche esempio:
      ovskids.oviesse.com/
      blog.webmamans.fr/ /> www.milanoperibambini.it/ (mi piacciono molto gli interventi di Colombo, dedicati ai papà e ai locali a misura di bambino, e Incucinaconibambini)
      - Lanterna
    • Il nutrizionista potrebbe per esempio spiegare come sostituire una colazione poco sana con una meno calorica e piu' adatta ai piccoli e chiedere nel successivo post gli stratagemmi inventati dalle mamme per fare la sostituzione , stimolando lo scambio di idee.
      Altra indicazione utile , secondo me ,potrebbe essere far sapere a mamme e bimbi quanta attivita' a fisica devono fare per bruciare una merendina ,nei bimbi piu ' grandicelli ho visto che un po'funziona.
      I food blogger potrebbero creare ricette con nesquik stimolando l' invio da parte delle mamme anche di video con i bimbi che cucinano. Poi raccoglierle come ha fatto www.facebook.com/pastagarofalo?v=wall , anche se la pasta si presta di piu' .Poi trasformarle cosi' www.vimeo.com/10428915 . - farmaciaserrage
    • ho visto il blog di ovs...si si carino
      xò una domanda/provocazione: con tutti i blog e forum e portali aggregatori...ce ne serve un altro?
      si, magari che parli nello specifico del prodotto, il nutrizionista e come smaltire la ciccia delle merendine, ok! fantastico!

      ma per il resto? siamo (e in piccolissima parte mi metto dentro) un gruppo di blogger mamme e papà x lo più ognuna di noi da varie parti di italia scrive cose, comuni e non, molto più interessanti
      quindi perchè non aggregarle?

      no so bene come visualizzarlo e come selezionare i blog, sempre se vengono selezionati…
      Voglio dire che tra i vari partecipanti a qst progetto ci sono i blogger più autorevoli riconosciuti dalla rete
      Quindi il blog potrebbe essere un raccoglitore anche di queste

      Ma non con un semplice blogroll…

      Oddio spero di aver reso un pochino l’idea
      Fatemi sapere
      - alessandramarzatico
    • Alessandra, per favore potresti spiegare meglio cosa intendi, dato che non ho capito bene? - Ondaluna
  • un altro argomento emerso è quello delle attività per coinvolgere gli utenti. si è parlato di blogcandy, ad esempio. vi vengono in mente altre modalità?

    Scritto il 26/03 da giuliana.

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    Questo post ha 7 commenti.

    • Un concorso a votazione: mandaci la foto o il video più divertente della tua colazione e il più votato avrà un premio (che potrebbe essere anche "solo" una giornata in azienda o la possibilità di scrivere per il sito). - Lanterna
    • Crea una favola con protagonista il coniglio inviala , le mamme votano la piu' bella che vince gadget o,prodotti .A fine anno un ebook scaricabile con tutte le favole raccolte magari illustrate dai piccoli .
      Oppure in vendita per beneficenza .
      In alternativa disegni illustrati dai piccoli con raccolta afine anno .Anche l'idea dei video e' carina . - farmaciaserrage
    • carina l'idea di lanterna della possibilità di scrivere per il sito come un premio (ma si viene pagati, suppongo? ;))
      e carina anche l'idea del libro del coniglio...
      bene così! - giuliana
    • la mia preferita: le frasi più belle degli utenti finiscono nella campagna tV :) - Flavia
    • ma l'area e la modalità più importante in cui coinvolgere gli utenti è quella del miglioramento dei prodotti o dell'ideazione nuovi prodotti! - Flavia
    • Mi piace l'idea che il "premio" possa esser euna giornata in azienda, penso che sia divertente soprattutto per i piccoli. Lascerei spazio a tutte quelle attività che conivolgano la creatività dei piccoli (dato che è un prodotto che si rivolge prevalentemente a loro), e che quindi siano anche educative. Sì alle favole, ai disegni, al "crea lo spt". Video e casting sono carini, ma li trovo meno coinvolgenti e troppo centrati sull "apparire", piuttosto che sul "fare e collaborare" (mi piace l'idea delle frasi), e come messaggio, scusate se lo dico, lo trovo oggi poco educativo. - Ondaluna
    • io sono per la creatività dei piccoli!
      non è facile ma i bambini hanno risorse che noi adulti non immaginiamo neppure...ma avete presente la pubblicità di ENI www.youtube.com/watch?v=1QgIZI2PHQE
      ecco! e se li facessimo disegnare usando il nostro prodotto? dite che è uno spreco?
      diciamo che alla base di tutto deve esserci il divertimento...e a volte questo vuol dire spreco... :s
      xò sarebbe carino
      che ne dite? - alessandramarzatico
  • mi sembra che il tema sia molto sentito, e soprattutto portatore di osservazioni estremamente interessanti. riepilogando, diamo per scontato che attraverso questo sito il brand parli con le persone a cui lo ha dedicato, ma che parlare di community sia troppo, e forse, per questo tipo di prodotto, fuori luogo. quindi la cosa più sensata potrebbe essere un blog, in modo che il prodotto possa essere presente ma aperto alle osservazioni dei lettori.
    immaginiamoci questo blog. noi siamo la redazione e dobbiamo pensare a quali argomenti trattare. in un blog "aziendale" si tende a parlare di quello che succede all'interno dell'azienda, in un blog personale si parla dei fatti propri, e in un blog di prodotto? una volta esauriti gli argomenti sul prodotto, che cosa possiamo dire?

    Scritto il 23/03 da giuliana.

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    • Prevede che ci sia qualche giveaway sfruttando il marchio oppure o sconti ?Sarebbe importante secondo me saperlo per capire se e' un campo esplorabile quello delle iniziative collaterali per portare clienti. - farmaciaserrage
    • Penso che sia difficile esaurire gli argomenti sul prodotto e correlati: una volta si può dare una ricetta, un'altra volta parlare del ferro e della sua presenza nell'alimentazione, un'altra volta raccontare un uso creativo di nesquik, un'altra volta ancora parlare della filiera del cacao, lanciare blogcandy e concorsi (se possibile: basterebbe una vincita minima, vediamo che i blogcandy spesso regalano oggetti che non arrivano ai 10 euro).
      Poi mi allargo: per i contenuti, si potrebbero lanciare delle collaborazioni mirate, tipo con Milanoperibambini-Bambiniincucina oppure con foodblogger o con blog "creativi", per costituire rubriche settimanali o mensili. - Lanterna
    • Io la penso come Lanterna. Vorrei anche aggiungere che senza una partnership strutturata con altri soggetti delle web community tipo food blogger ma soprattutto Bambini in cucina e simili non si andrebbe molto lontano. Io come mamma verrei sul sito se ci vedessi i contenuti "ricchi" di cui abbiamo già parlato, ma anche se vedessi l'endorsement di altri soggetti di mia fiducia, di siti su cui già navigo traendo informazioni utili, siti che in qualche modo potesse conferire valore al sito Nesquik. - MdiMS
    • se il blog è troppo autoreferenziale non genera molto coinvolgimento... qualunque argomento si tocchi, si dovrebbe sempre sollecitare l'opinione di chi legge... - Flavia
  • Scusate unisco pensieri che mi sono venuti in mente leggendo gli altri 2 post e relativi commenti.
    Concordo che dopo un po' in una community virtuale nasca il desiderio di conoscersi di persona, ma sono preoccupata da una community che nasce con le ipotesi formulate da Flavia, perchè sarebbe molto elitaria e, temo, come mi è capitato in community che ho frequentato, la chiusura di questa ai nuovi arrivati. In pratica una chiusura all'esterno.
    Personalmente più che un luogo dove interagire con altri consumatori preferirei l'interazione produttore-consumatore con una sezione FAQ, una newsletter, un area " customer care" per le donande che non troano soddisfazione sulla FAQ, e perchè no un blog tenuto dalla nesquik dove posos commentare e dire la mia; per me sarebbe l'apertura dell'azienda al cliente, e a me piacerebbe di più essere tenuta in considerazione dall'azienda per quello che penso per i dubbi che ho che socializzare con altri consumatori di nesquik.

    Scritto il 17/03 da LauraGDS.

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    • Concordo con te Laura, dal momento che ipotizzo che ogni membro della "community-nesquik" avrebbe, per così dire, vita limitata sul sito. Perché (faccio l'avvocato del diavolo) dovrei restare sul sito di nesquik a fare community, e non andare su quello, ad esempio, della mia cartaigienica preferita? :-D
      Questo potrebbe essere raggirato con un modello produttore-consumatore o, perché no, piuttosto un blog aperto alle opinioni dei clienti, in modo da favorire il ricambio dei "partecipanti".
      In questo momento la penso così. - Ondaluna
    • laura, il problema sta nel fatto che si tratti di una community, diciamo così, elitaria, o nella community tout cour? - giuliana
    • @giuliana: mi preoccupa l'aspetto "utenti top" o "heavy user" per riprendere i termini usati da Flavia. E gli altri che non consumano il nesquik a badilate?
      Ho comunque anche qualche riserva sulla community "tout cour" ( perfortuna che lo hai scritto tu: io coi francesismi sono una frana): prima o poi si crea un nocciolo duro di frequentatori che ne fanno il bello e il cattivo tempo, e se va male "chiudono" il gruppo. - LauraGDS
  • Su una cosa non ho dubbi: che se il sito vuole parlare ai genitori deve veramente farlo. Parlare inteso come uno scambio vero, non semplicemente come un fornire informazioni, anche utili, ma monodirezionali. La conversazione dunque, la certezza che ci sia una persona in carne ed ossa a rispondere alle mail. Meglio ancora, a gestire un blog di conversazione tematico.
    Secondo punto, Facebook. Ci deve essere una pagina per i fan di Nesquik in cui si rimandi ai contenuti del sito, magari per es. tutte le volte che c'è un nuovo contenuto (una ricetta?) o una discussione interessante. E poi l'utilizzo del social network per unire i fan, farli incontrare in momenti di aggregazione divertenti ed utili, come ad es. un corso di cucina creativa con Nesquik per genitori ma anche e soprattutto per i bambini. Creare un sistema per cui l'on line rimanda alla realtà delle persone facendole divertire nella vita reale e creando esperienze di cui possa beneficiare tutta la famiglia. Inoltre, chi partecipa a conversazioni on line e blog in genere solitamente ama conoscersi di persona. L'effetto community sarebbe assicurato.

    Scritto il 16/03 da MdiMS.

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    Piace a Lanterna, anna.

    Questo post ha 2 commenti.

    • Sono completamente concorde riguardo al riferimento all' incontro fisico.Abbiamo infatti partecipato alla tappa organizzata da Voiello a Genova grazie al blog gia' citato ,ed ha avuto un ottimo successo anche in seguito come pareri positivi sparsi per la rete da food blogger e non. - farmaciaserrage
    • Concordo con Farmacia sulla possibilità di incontro con gli utenti: credo che il modo migliore di convincermi a far conoscere un prodotto sia quello di invitarmi ad usarlo. Con questo intendo non solo la distrubuzione promozionale, ma anche un incontro diretto con me come persona, come ha fatto la voiello. Se un'azianda si pone a me con l'atteggiamento di chi crede di potermi convincere ad usare il prodotto comincio già a guardarla con occhi diversi. Spesso invece, ancora oggi, ho la percezione che le aziende non abbiano nessun "interesse" per il cliente, come se fosse del tutto "irrilevante" nella loro attività lavorativa. - Ondaluna